ITALIA
STORIA DELLA PRIMA SERIE
COMMEMORATIVA REPUBBLICANA
Messa subito in cantiere, la prima serie di francobolli speciali sia del dopoguerra che della nuova Repubblica viene affidata a un maestro come Corrado Mezzana, reduce da un’assurda epurazione, in pratica per aver lavorato troppo bene ed essere stato apprezzato dalle autorità fasciste. Il quale segue la strada più diretta e immediata, ricordando le Repubbliche che nel medioevo erano fiorite in gran parte d’Italia e che non solo quelle marinare, visto che Firenze, Lucca e Siena non si sono mai specchiate sul Tirreno. Ma è, a ben guardare, una rilettura storica piuttosto di genere, con il ricorso a due affreschi apologetici e a quel giuramento di Pontida del tutto fasullo nella rielaborazione di un pittore ottocentesco.
![]() |
| Titoli dei giornali dopo il Referdum |
E sono soggetti anche piuttosto di parte se si considera la presenza di antiche chiese (ben tre, contro un solo palazzo pubblico) presentate fotograficamente, tra realismo e turismo. In pratica si tenta di riproporre un legame forte tra la storia e l'attualità che, senza volerlo, non fa che riprendere tecniche del Ventennio, quando si ricollegava il nuovo impero a quello dell'antica Roma. Una chiara prova di quanto sia arduo sradicare in poco tempo le idee inculcate in venti e più anni di educazione e di propaganda fascista. È la prima emissione commemorativa repubblicana, e si vuole cominciare bene. Per questo, già nel decreto che ne autorizza l'emissione ci si premura di specificare che saranno “senza sopraprezzo” e “potranno essere usali in sostituzione di francobolli ordinari attualmente in corso”.
![]() |
| Propaganda elettorale sui muri di Roma nel 1946 |
E sui Bollettini si spiega che, “poiché in passato sono stati frequenti i reclami del pubblico per difficoltà incontrate nell'acquisto dei francobolli della specie, gli Uffici dovranno costantemente mantenersi provvisti di tutti i valori della nuova serie". Forse sorgono resistenze nelle regioni o località più monarchiche e le notevoli provviste non scemano secondo le previsioni. A fine febbraio 1947 il Bollettino n° 6 rammenta che la vendita deve cessare il 1° aprile e che perciò “i francobolli medesimi devono essere forniti dalle Casse Provinciali ai dipendenti uffici in sostituzione di quelli ordinari e aerei richiesti”; anzi invita a usare i tre alti valori “nei servizi di accettazione delle raccomandate e assicurate anche dopo il 30 aprile così da evitare delle rimanenze”.
![]() |
| La Corte di cassazione convalida i risultati del referendum istituzionale (10 Giugno) |
Ma neanche così si riescono a smaltire le scorte, evidentemente troppo consistenti, e si è costretti a intervenire su un altro fronte; ed è il Bollettino n° 11 del 20 aprile 1947, parte terza, ad annunciare al $ 170 che “con provvedimento in corso la validità dei francobolli celebrativi della Repubblica italiana è prorogata a tutto il 31 dicembre 1947. La vendita da parte degli uffici sarà consentita però sino a tutto il 30 settembre 1947 e il cambio sino a tutto il 30 giugno 1948”. Ma sugli effettivi risultati di tale dilazione nulla è dato sapere.
(Fonte: IL NOVELLARIO - Cif Unificato)
![]() |
| Alcide De Gasperi Capo Provvisorio dello Stato dal 13 al 28 Giugno 1946 |






