28 maggio 2023

F&S 16 - IL 100 LIRE DELLA SERIE DEMOCRATICA


ITALIA


LA GENESI DI UN FRANCOBOLLO

SIMBOLO DEL DOPOGUERRA




I DECRETI DI EMISSIONE

I decreti del Ministero delle Poste e Telecomunicazioni riguardanti il 100 1. Democratica furono tre. Il primo, datato 14 giugno 1946, pubblicato sulla G.U. n. 147 del 4 luglio 1946, prevedeva all'articolo 1 l'emissione di diversi francobolli, tra cui il 100 1. rimandando ad un successivo decreto le caratteristiche tecniche dei francobolli annunciati. Fu il decreto del 31 ottobre 1946, pubblicato sulla G.U. n. 282 dell’11 dicembre 1946 a fissarle. In particolare, l'articolo 2 stabiliva: “Il francobollo ordinario da 100 lire è prodotto în calcografia, nel formato carta di mm. 40 x 24 e nel formato stampa di mm. 37 x 21 ed è stampato nel colore rosso sanguigno. La vignetta è costituita da una zona centrale in cui è riprodotta la famiglia di un lavoratore inquadrata da una bilancia in perfetto equilibrio, e da due zone laterali rabescate una delle quali reca la scrittura “Poste Italiane” e l'altra l'indicazione del valore”. L'articolo 8 ne stabiliva invece la filigrana: piccole ruote alate. Infine, la cessazione di validità del 100
1. fu annunciata con il decreto del 21 agosto 1952, pubblicato sulla G.U. n. 247 del 23 ottobre 1952, che dal 1° gennaio 1953, mise fuori corso tutti i valori della serie “Democrazia” incluso il 100 1. “in quanto sostituiti con i nuovi tipi della serie “Italia al Lavoro”.


Disposizione della filigrana nel foglio di 100 esemplari


LE CARATTERISTICHE TECNICHE

Per la stampa, da un bozzetto di Garassi ed incisione del Prof. Colombati, fu scelto il sistema calcografico che consentiva, rispetto al rotocalco, una migliore qualità di stampa e una maggiore sicurezza contro le contraffazioni. Era una stampa molto costosa con tempi di produzione più elevati. La macchina utilizzata fu la Hoe con una forma da stampa piana di rame (la cd. “lastra”) e fogli di carta filigranata precedentemente sottoposti ad umidificazione. La stampa e la perforazione sono state effettuate in fogli da 100 esemplari ciascuno, con imposizione sul foglio da 10 x 10 esemplari. La carta utilizzata per la stampa era dotata di filigrana del II tipo, tuttavia una piccola provvista venne stampata su carta filigrana del I tipo. 





Il procedimento di stampa prevedeva che la lastra, disposta in piano orizzontale, veniva inchiostrata a mano e ripulita dall'inchiostro eccedente dalle scanalature dell'incisione a mezzo di una racla. I fogli, in precedenza bagnati, venivano adagiati sulla lastra utilizzando due aghi che ne consentivano il corretto posizionamento tramite i fori di guida della lastra, in corrispondenza delle piccole croci. I fogli dopo la stampa venivano dapprima messi ad asciugare, poi gommati ed infine dentellati. Le prime provviste di questo francobollo, trattandosi per l'epoca di un alto valore, furono eseguite con molta cura. La carta è di buona qualità, la gomma è bianca e priva di impurità, la stampa accurata come la dentellatura.




I 100 L. soprastampati per la Venezia Giulia e Trieste A


LE DUE LASTRE

Dall’incisione in negativo della vignetta eseguita con un bulino su metallo tenero, venne ricavato, in positivo, un punzone di acciaio col quale venne incisa, in un primo tempo, una lastra di piccolo formato
contenente una sola impronta (per eseguire le prove di colore) e, successivamente in tempi diversi, due lastre di rame, contenenti 100 impronte (10 x 10) che vennero utilizzate per la stampa. Le lastre, dello
spessore, di alcuni millimetri, prima di venire utilizzate, subivano un trattamento (acciaiatura) con procedimento galvanico. In tal modo veniva depositato per elettrolisi un sottilissimo strato di metallo duro (dello spessore di qualche decimo di millimetro) che aumentava notevolmente la resistenza della lastra all’usura della stampa. La prima lastra (“A”) venne allestita probabilmente nella seconda metà del giugno 1946 e non presentava scritte sui bordi. La seconda lastra (“B”) preparata in un tempo successivo (i primi usi postali si riscontano dall'aprile 1947) fu corredata dalle scritte sui bordi. Si presume che in questa occasione siano state aggiunte le scritte anche alla prima lastra. Si distingue dalla prima per un'interruzione di circa 0,4 mm della linea di riquadro in alto a destra, dovuta probabilmente ad una caduta o altro fatto accidentale.


A: I Lastra - B: II Lastra


LA FILIGRANA RUOTA ALATA

L'art. 8 del decreto del 31 ottobre 1946 stabiliva le caratteristiche della filigrana in “piccole ruote alate”. La carta fornita dalla cartiera Miliani di Fabriano era approntata conil sistema in piano utile ad essere impiegata nei processi di stampa calcografica. Tale fornitura prevedeva un tappeto continuo di ruote (200 per foglio, circa 2 per singolo francobollo). Osservando il foglio al retro le ruote sono in posizione capovolta sinistra. Tuttavia, per varie ragioni, poteva capitare che il foglio veniva collocato sulla lastra in una posizione differente; poiché la filigrana per le sue caratteristiche è una figura asimmetrica, né consegue che si possono avere quattro orientamenti distinti.