05 agosto 2023

F&S 20 - I FRANCOBOLLI PER PACCHI POSTALI D'ITALIA E TRIESTE ZONA A

 

ITALIA


LE EMISSIONI REPUBBLICANE

PER IL SERVIZIO PACCHI POSTALI


La serie con Filigrana Ruota Alata




Fino agli anni ‘70 dell'Ottocento in tutto il mondo per il trasporto dei pacchi ci si doveva rivolgere (a seconda dei casi e delle destinazioni) ai servizi diligenze, alle società ferroviarie, ai piroscafi mercantili e ad altre imprese private, con non pochi problemi di spedizione nelle località minori e sulle lunghe distanze, in particolare per l'estero. Finché le Poste tedesche non sperimentano una gestione diretta del servizio pacchi all'interno del Paese, con risultati così soddisfacenti che al Congresso di Parigi che nel 1878 vede la creazione dell'Unione Postale Universale ne propongono e ottengono l'introduzione a livello internazionale.


La serie con Filigrana Stelle Multiple



La speciale Convenzione del novembre 1880 impegna i paesi aderenti a garantire solo il servizio con l'estero: quello interno può continuare come prima, o essere assunto direttamente dalle poste. È questa seconda la soluzione adottata dall'Italia, che il 1° ottobre 1881 dà inizio al servizio dei pacchi postali contemporaneamente per l'interno e per l'estero, ma senza imporvi per il momento la clausola della privativa postale.


La serie per Trieste con la soprastampa del I Tipo


Inizialmente il servizio ammette solo pacchi ordinari di peso non superiore ai 3 Kg. da distribuirsi in ufficio previo avviso al destinatario, ma già dal dicembre dello stesso anno viene istituito in alcune città il recapito a domicilio; e tra il 1889 e il 1890 vengono elevati i limiti di peso (fino a 5 kg) e ammessi alcuni servizi accessori. Per l'esazione delle tasse sono inizialmente usati semplici moduli di servizio e il bollo “R.P. PAGATO", dove R.P. sta per REGIE POSTE.




I due sottotipi della soprastampa del I Tipo


Dopo la serie "Democratica" finalmente si procede a rinnovare tutto il parco cartevalori speciali destinate al servizio dei pacchi postali, prima i bollettini di spedizione (l'impiego dei vecchi tipi con l’effigie reale e il fascio più o meno ricoperto da soprastampe manuali e timbri continua dopo oltre sei mesi dalla ripresa del servizio) successivamente i tipici francobolli a doppia sezione. Per sostituire l'effigie di Vittorio Emanuele si adotta una versione rammodernata dell'Italia turrita, più femminile sia nei tratti che nella capigliatura, ora fluente sui lati con lunghi boccoli, racchiusa in una sottile cornice di foglia interrotta in alto al centro dalla stella d'Italia.


La serie per Trieste con la soprastampa del II Tipo


La Stella, ben visibile e raggiante (“stella a cinque punte con raggi” la descrive il decreto) compare poco dopo sui francobolli in compagnia di “una tromba postale” come recita lo stesso testo, dimenticando il Corno Postale da cui proviene. Ma è un decreto decisamente insolito nche per altri motivi: esso autorizza l'emissione solo di 4 bollettini di spedizione e di 2 nuovi tagli di francobolli doppi. Non viene neppure specificato che hanno la nuova filigrana ruota alata piccola. 




Un bollettino di spedizione pacchi (serie del 1946)




Un bollettino di spedizione pacchi (serie del 1950)

In seguito si avrà per i bollettini di spedizione “in filigrana una ruota alata grande con nastro e leggenda Poste Italiane”. Agli inizi si continuano ad usare le rimanenze del vecchio cartoncino con i fasci, e anche quella sostitutiva approntata nel frattempo che reca ancora lo stemma sabaudo. Quanto ai francobolli si ristampano con il nuovo disegno tutti i vecchi tagli che possono tornare utili, compresi due in centesimi che servono non solo per integrare i vecchi bollettini ma soprattutto per le tariffe ridotte di case editrici e librarie.

(Fonte: IL NOVELLARIO - Cif  Unificato)


Filigrane dei Bollettini